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L’area di riferimento dell’Agenzia, nel suo insieme, per le caratteristiche del territorio e per le differenti origini socio-culturali, può vantare un’ampia varietà di turismi presenti e di turismi possibili, da farne una meta turistica in ogni periodo dell’anno.

Dai turismi verde, montano e sportivo, principale voce di reddito da turismo dell’area grazie alla presenza del Parco nazionale della Sila e di numerosi percorsi da trekking, maneggi ed impianti sciistici, ai turismi enogastronomici, grazia ai numerosi prodotti tipici legati alla tradizione della zona (funghi, latticini, conserve d’olio e salumi). Scolastico e religioso, per la presenza di numerose chiese monasteri ed abbazie, del suddetto parco nazionale e delle differenti etnie e culture presenti, nonché congressuale per una facile destagionalizzazione dell’offerta turistica nel suo complesso ed una “debalnearizzazione” dell’immagine turistica della Calabria.

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Camigliatello è la sede della Strada dei sapori silani”, un sistema integrato di offerta turistica che si snoda per un intero percorso, lungo il quale si collocano luoghi dei sapori ed attività imprenditoriali collegate (ristoranti, alberghi, agritursimi), per favorire e promuovere il turismo enogastronomico.

La Comunità Montana “Sila Greca” fa parte dell’associazione italiana “città del castagno” per la promozione e valorizzazione delle zone castagnicole.

L’area è dotata di un sufficiente livello di infrastrutture di supporto alle attività turistiche, in particolare sono presenti rinomate stazioni sciistiche sul Monte Curcio, nei pressi di Camigliatello Silano e sul Monte Cavaliere e Botte Donato presso Lorica, che rappresentano le più importanti della regione. L’area è inoltre dotata di una vasta rete escursionistica, percorribile a piedi, a cavallo o in mountain bike.

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Gli impianti di risalita di Camigliatello Silano e Lorica

Sulle rive del lago Arvo nella località turistica di Lorica, inoltre, è possibile dedicarsi alla pesca e noleggiare barche, canoe e windsurf. L'importanza del bacino a livello sportivo viene confermata dal canottaggio professionale, sull' Arvo, infatti, si svolgono gare nazionali ed internazionali e gli allenamenti della squadra italiana di canoa/kayak.

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Percorrendo con il trenino turistico (locomotiva a vapore e carrozze d' epoca) il tratto di linea Camigliatello-San Giovanni in Fiore è possibile addentrarsi in un percorso suggestivo fatto di scorci e scenari incantevoli con sosta a San Nicola nel stazione ferroviaria più alta d'Europa.

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L'agriturismo è molto presente, e sta crescendo, proprio in queste zone interne, offrendo un punto di osservazione privilegiato a chi ami conoscere gli aspetti più caratteristici e tradizionali della Sila. La Sila, con il 22%, risulta essere l’area territoriale della provincia di Cosenza con maggior numero di aziende agrituristiche.

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L’area, inoltre, è dotata di un consistente patrimonio storico-artistico che comprende numerose chiese ed edifici religiosi come l’Abbazia Florense fondata da Gioacchino da Fiore nel 1189 a San Giovanni in Fiore.

La struttura abbaziale florense presenta ancora oggi molti degli elementi architettonici originali quali il portale e alcune murature, nonché i simbolici rosoni lobati, espressione piena della spiritualità tipicamente Gioacchimita. La Chiesa è a una sola navata con cappelle laterali nel transetto e si segnalano, al suo interno, il coro, contenuto nel presbiterio, datato al 1685 da un' epigrafe nel seggio centrale, è un'opera di mirabile intaglio nel legno con motivi sobri e delicati; l'altare maggiore in stile tardo Barocco, di G. Battista Altomare, datato al 1740, su cui è posta la statua del Battista, patrono di San Giovanni in Fiore, nonché alcune opere dell'artista Cristoforo Santanna, la navata è coperta a capriate. Al piano inferiore, preceduta da un vestibolo, si trova la cripta, proprio in corrispondenza dell'altare Maggiore, e qui è collegata l'urna contenente i resti dell'Abate Gioacchino fondatore dell'origine Florense.

Presso l’Abbazia Florenze nel Comune di San Giovanni in Fiore è presente ed attivo il “Museo Etnografico e della civiltà contadina” che documenta la storia, le tradizioni, l'economia e il folklore delle popolazioni silane.

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Abbazia Florense

Nei comuni della fascia pre-silana denominati “casali casentini”, perché fondati intorno al IX secolo da un gruppo di profughi casentini costretti a lasciare la propria città a seguito delle incursioni saracene, è possibile ammirare un reticolo di centri storici dove sono presenti antiche residenze nobiliari, bellissime chiese ed antichi conventi, risalenti per la maggior parte al 1400, ubicati nei diversi comuni dell’altopiano, come il Convento di San Francesco di Paola di Spezzano della Sila, edificato tra il 1454 ed il 1458, terzo in ordine di costruzione tra quelli dedicati al santo che fu egli stesso a dirigere la costruzione.

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Convento di San Francesco di Paola

Il territorio silano ricade sotto la competenza di numerosi comuni, il più popoloso centro dell’area è Acri (v. foto sotto), un comune di 23.190 abitanti posto ai piedi della Sila, definito terra di santi, poeti ed eroi.

Di origini remote, diede i natali al Beato Angelo D'Acri, al quale é intitolata la Basilica che si erge nell'antico rione dei Cappuccini, dall'ordine dei frati che abitano nel contiguo convento. Fu la patria dello scrittore Vincenzo Padula, conosciuto come il prete rosso, uomo di cultura e autore di opere in vernacolo e in italiano, e fu il luogo da cui partì Gianbattista Falcone, eroe scomparso nella battaglia di Sapri. I fratelli Francesco e Vincenzo Sprovieri, invece, militarono nelle truppe garibaldine e parteciparono alla spedizione dei Mille.

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Sull’altopiano silano sono presenti, inoltre, dei siti archeologici di estremo interesse. Un vero e proprio sito archeologico è situato nel bel mezzo della foresta della Fossiata. Oltrepassato di pochi chilometri il lago Cecita, quando la vegetazione comincia a cambiare e i boschi di faggio lasciano il passo ai castagni basta aguzzare un po’ lo sguardo. Lì, su un terramento roccioso, un elefante di pietra alto quasi sei metri domina da secoli la campagna.

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 L’elefante di Pietra di Campana

Una statua dal fascino misterioso, imponente e dinamica, con le zampe flesse come se stesse camminando. Gli occhi e la proboscide sono marcati. Dietro una zanna, i resti di quella che sembra una gamba umana. ''Forse in origine vi era un guerriero a cavallo. Di fronte, a pochi metri di distanza, un’altra statua, anch’essa incompleta. Da vicino ricorda le gambe di un uomo, dal ginocchio in giù. E’ alta 7,50 metri. Intera doveva essere gigantesca. Tutt’attorno pezzi di roccia. Forse i resti mancanti dei due colossi.

Recentemente è stato scoperto un insediamento preistorico del tardo neolitico-età del rame iniziale (IV-III millennio a.C.) individuato in località Cupole sulle sponde del Lago di Cecita,  in comune di Spezzano della Sila (CS). Si tratta di un vasto abitato di montagna, posto a circa 1140 metri s.l.m., collocato lungo una delle principali vie di transito tra il mare Ionio ed il mar Tirreno. E' il più antico insediamento umano "d'altura" che si scava in Calabria. I reperti finora rinvenuti consistono in vasi d'impasto di buona fattura (tazze, scodelle, olle, dolii), strumenti in pietra granitica (asce, asce-piccone), in selce (grandi lame, elementi di falcetto, punte di freccia) ed in ossidiana (soprattutto tratti di lama).  

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Sull’altopiano silano sono inoltre, inoltre, ubicate antiche residenze nobiliari, in gran parte di proprietà pubblica, che costituiscono i luoghi della memoria e delle attività agricole: Torre di Righio, Casino Lupinacci, Casino di Monachelle, Casino di Fallistro, Casino Salerni e di Serra Candela.

Nel cuore della Sila Grande,a 1.200 m di altezza e a 30 km. da Cosenza, si trova la Torre Camigliati, monumento di interesse nazionale del XVIII secolo, rappresenta un tipico esempio delle residenze baronali calabresi e silane in particolare. Immersa in un parco naturale privato di 60 ettari, vincolati ai sensi della legge 1089, è circondata da splendidi alberi secolari, ruscelli e   prati multicolori che invitano ad un soggiorno ideale, per riposo, turismo, incontri di lavoro.

La Torre, una maestosa costruzione a tre piani, fu abitata dai Baroni Barracco fino all'inizio del secolo scorso. In seguito, dopo un lungo periodo in cui divenne il primo ed unico hotel di lusso della zona, la riforma agraria del 1950, che decretò la fine del latifondo, la condannò ad anni di abbandono e decadenza.

Oggi, dopo un attento restauro strutturale e conservativo, sottolineato dall'elegante semplicità degli arredi, tipici delle case baronali calabresi,   in armonia con le più moderne tecnologie di comunicazione, dal 2001 la Torre Camigliati è tornata a vivere, questa volta, come centro culturale per lo sviluppo e la promozione del territorio. Lo storico edificio di Torre Camigliati, vincolato dalle vigenti leggi in materia di beni culturali è attualmente interessato dal progetto del Parco Letterario Old Calabria, Norman Douglas e i Viaggiatori del Grand Tour, finanziato dalla Comunità Europea.

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Torre Camigliati,

L’area è inoltre dotata di un significativo numero di villaggi rurali e contrade risalenti alla riforma fondiaria degli anni Cinquanta. Negli anni '50, infatti, fu varata la legge dell'Opera Valorizzazione Sila: antichi latifondi furono divisi in piccoli lotti e assegnati a famiglie contadine, vennero costruite strade e nacquero villaggi rurali disseminati ovunque su quella che era sempre stata la minacciosa montagna solitaria.

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L’area, infine, offre nel suo insieme numerose strutture ricettive, alberghi, campeggi, villaggi turistici e diversi posti letto in strutture extralberghiere, rinomati ristoranti e bed and breakfest.

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Ristorante tipico silano

 

     
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